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Sono nata su questa pagina web, sono nata ai tuoi occhi di navigatore. Questa pagina è la terra in cui i pensieri verranno seminati, forse germoglieranno, forse se ne raccoglieranno i frutti o solo, rimarranno come fiori da guardare. Se voi viandanti, avrete voglia di fermarvi in questo luogo, sarete i ben accetti. Ecco, questo è un luogo, non solo per me, ma anche per tutti voi. Con curiosità di quel che sarà, aspetterò domani. All the love.

Festa patronale

E così, come le lumache con la pioggia(e con lo stesso passo, data l'enorme calca di gente), escon fuori tutti i cittadini a riversarsi sul corso principale, con le bancarelle, sempre le stesse e collocate negli stessi punti da tempo immemore. Poi ci sono le giostre, da qualche anno collocate in altra zona...distante dal corso principale...e fuori dalla villa comunale(che poverina già è duramente provata dal mercato settimanale). E così c'è il brucomela(ci son andata l'ultima volta all'età di 17 anni :D ma non sola: con tutta la comitiva: indimenticabile! E c'è il crazy dance: il gusto di essere sballottolati da una parte all'altra sino a procurarsi un forte mal di testa. E ancora il giro della morte: se si acchiappa "il ciuffo" si vince un giro :D Quindi, la persona che si ha alle spalle, si sente autorizzata a dar spintoni con i piedi al nostro seggiolino, così da farci andare più in alto, ma anche facendoci rischiare lo schianto con la persona davanti e contro la struttura della giostra. E che dire del tiro al bersaglio: regalini assicurati: confezione mini di wafer(sempre gli stessi da decenni) davvero particolari: hanno il foro procurato dal colpo di fucile e poi un animale a metà tra cane e volpe(un volpino sui generis) bianco o rosa. Oppure ci sono in esposizione peluche enormi, ma, chissà perché, se anche si facessero fuori tutti i bersagli, il premio è sempre un micropupazzo deludente. Ancora c'è la rana: sedute da tre su un braccio meccanico collegato ad una base rotante, a cui sono attaccati altri bracci: una diversa versione del giro della morte. E concluderei con le auto da scontro(dove il bello è scontrarsi ed autoprocurarsi contusioni e colpi di frusta) e la casa dei mostri, dove, spesso, sono più i mostri a spaventarsi.

Il tutto è condito da assordante musica dance e techno.

Immancabili zucchero filato, pop corn e lupini. Con questi ultimi, ci si sente un pò Hansel & Gretel: con le bucce si segnala il proprio percorso, ma in questo caso, il percorso, non è più ritrovabile, non perché gli uccellini mangiano le bucce, ma perché le nostre si confondono con quelle altrui.

Quest'anno son stati aggiunti gli stene gastronomici: semplicemente dei chioschi che vendono panini, porchetta e birra: solo hann dato loro un aspetto folkloristico.

E oggi c'è l'esecuzione musicale. Ogni anno ci si chiede: chi avranno chiamato? E ogni anno son sempre dei "reperti". Quest'anno Alexia: ha pagato lei per partecipare???

E che dire dei fuochi d'artificio: primi botti alle ore 7 del mattino e conclusivi della giornata alle 23:30 con durata di oltre mezz'ora.

Ma lo spettacolo più bello, è la gente(soprattutto al femminile). Tendenzialmente ci si mette "la roba della domenica": le signore son tutte cotonate, luccicanti, truccatissime e ingioiellate. La tendenza delle ragazze(dai 12 ai 45 anni) è di essere più vistose possibile(retaggio dell'antica cultura: d'altra parte le feste servivano proprio a questo: a farsi vedere e a conquistare un uomo con cui maritarsi), per cui sfoggiano look aggressivi e spesso stravaganti o piuttosto inguardabili, ma ultragriffati: a pantalone e giacca Roberto Cavalli degli inizi(fantasia flor-animalier) si abbina una borsa di altro stilista con fantasia ancora più caotica dell'abbigliamento(ne nasce una lotta tra esse) e scarpe hogan dorate, più mix di gioielli con provenienza gioielleria e china; si aggiunge capello nero stiratissimo e rossetto rosso e l'opera è completa. Ma anche gli uomini fanno la loro parte. Non si sa se escono solo in queste occasioni o se si agghindano appositamente, ma si va dallo stile selvaggio con capello lungo(anche in caso di grave stempiatura) a scelta ingellato e ricciolino o semplicemente con codino, camicia aperta(preferibilmente in jeans con catena/ina/ona d'oro allo stile fighetto con capello "longuette"(tipico della città: Federico-II di Svevia-doveva essere un guru di nuove tendenze, visto che ancora oggi ci si rifà al suo stile) e abbigliamento ibrido di stile cresima/principe azzurro/play boy in colori tenui: apparenze dolci per ragazzi che, causa anche idioma del posto, non hanno granché di delicato.

Ho rinunciato a tutto questo da anni. Unica concessione: pochi metri del viale con le bancarelle. Lo ammetto: sono caduta in tentazione.

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